In contemporanea sono arrivate anche le dimissioni dell’ex direttore dell’Agenzia, dal 2019 al 2023 e attualmente assessore all’Urbanistica a Carpi, Alessandro di Loreto.
MODENA – Il caso Amo scuote il Pd modenese. Si è dimesso il segretario provinciale Stefano Reggianini. La decisione dell’ex amministratore unico dell’Agenzia della mobilità e del trasporto pubblico locale modenese è una conseguenza del caso della dipendente Amo, attualmente indagata, che avrebbe sottratto dal 2019 al 2025 circa 500 mila euro in diverse tranche. Ricordiamo che era stato proprio Reggianini, amministratore Unico da luglio 2022 a giugno 2025 a presentare formalmente la denuncia a carico della donna lo scorso 24 giugno, un dossier di 300 pagine redatto nei due mesi precedenti. Gli indebiti utilizzi di denaro sono infatti stati scoperti ad aprile. “Il clima politico (e umano) che si è creato è talmente degenerato che non ritengo di poter proseguire oltre nel ruolo di Segretario provinciale, per non coinvolgere ulteriormente la comunità politica che mi aveva dato fiducia pressoché all’unanimità nel congresso dei mesi scorsi” – queste le sue parole. “Ribadite con forza la mia estraneità ai fatti, onestà e correttezza – continua Reggianini – per ragioni di opportunità e responsabilità questa mattina ho comunicato le mie dimissioni”. In contemporanea sono arrivate anche le dimissioni dell’ex direttore dell’Agenzia, dal 2019 al 2023 e attualmente assessore all’Urbanistica a Carpi Alessandro di Loreto. “Ho la massima serenità dal punto di vista personale e professionale, e sono certo che il mio operato sarà presto chiarito. Ho però inteso consegnare le mie dimissioni irrevocabili proprio nell’interesse di una città e di un progetto politico che continuo a considerare mio.” – ha detto Di Loreto. Intanto il neo presidente dell’Agenzia per la Mobilità Andrea Bosi ha convocato per mercoledì prossimo l’assemblea dei soci richiesta dai Comuni di Carpi e Modena e dalla Provincia di Modena, intenzionate a valutare “azioni di responsabilità a propria tutela”. I sindaci Mezzetti e Righi e il presidente della Provincia Braglia ribadiscono che i soci di aMo si ritengono “parte lesa” e ritengono l’assemblea necessaria per ricevere “chiarimenti ufficiali” come richiesto all’Agenzia per la Mobilità “già il 25 luglio scorso”, a verifica delle “tante informazioni che continuano a trapelare sulla stampa locale”.