Biciclette, scooter e tanti scarti tra i rifiuti della discarica a cielo aperto. Dai controlli, però, non risultano bivacchi. Si tratta di un’area privata a pochi passi dal più importante cantiere di rigenerazione urbana avviato con i fondi del Pnrr.
MODENA – Da un lato le torri in vetro, moderne e scintillanti stanno prendendo forma, così come sta prendendo forma l’intera riqualificazione del comparto delle ex Fonderie Riunite di Modena. Dall’altro, nell’area alle spalle del complesso industriale, fuori dal perimetro delimitato e recintato, rimane un’area abbandonata, luogo dimenticato con rifiuti gettati dall’inciviltà della gente. Ben visibile anche una tenda, segnale di un presumibile bivacco o accampamento.
Negli anni arbusti e piante sono cresciute nell’area cementificata, la natura ha provato a riprendersi quella porzione di terra delimitata dalla linea ferroviaria.
Come detto diversi sono i punti dove si vedono rifiuti di ogni genere, piccole discariche a cielo aperto: c’è uno scooter, scheletri di bicicletta, lattine, bottiglie, cuscini.
Questa è un’area privata, quindi non del Comune di Modena, ed è fuori dai lotti del cantiere. La Polizia Locale ha ispezionato la zona nei giorni scorsi e non ha verificato la presenza di persone senza fissa dimora.
Le ex Fonderie di Modena sono chiuse da oltre 40 anni. Il grande cantiere del comparto industriale rappresenta un’opera di rigenerazione urbana impegnativa e ambiziosa. Nel corso degli anni i costi sono praticamente raddoppiati e al momento sono stimati sopra i 40 milioni di Euro rispetto ai 22 di partenza.
Ed è ancora oggetto di discussione il contenuto che riempirà questo grande contenitore. Nel progetto iniziale, della precedente amministrazione, il Lotto 1 aveva come obiettivo la realizzazione del Distretto per l’Accelerazione e lo Sviluppo della Tecnologia, il Dast, con l’istituto storico, il Motor Valle Accelerator e il Democenter.
Ancora da vagliare invece le soluzioni per il Lotto 2.