ll giovane, arrestato per lo stupro ai laghetti di Sant’Anna, è ora accusato di altri due tentativi di violenza sessuale tra Modena e Castelfranco Emilia, ai danni di due donne di 55 e 60 anni.
MODENA – Lo stesso modus operandi, lo stesso target di vittime, donne tra i 50 e 60 anni, e soprattutto un identikit sovrapponibile al volto reale. E’ stato questo ad incastrare il ventenne di origine marocchina già in carcere dopo la brutale aggressione e violenza sessuale avvenuta il 19 agosto scorso lungo il Percorso Natura dei laghetti di Sant’Anna ai danni di una donna di 52 anni. La squadra Mobile è risuscita a ricostruire altri due episodi precedenti. Uno avvenuto il 23 maggio esattamente nello stesso punto della pista ciclabile, un fatto che la vittima non aveva inizialmente denunciato, fornendo in seguito agli inquirenti dettagli importanti: giovane, carnagione olivastra, in sella and una bici blu, travisato con sottocasco, occhiali da sole, uno zaino in stoffa. Tutto coincideva con il giovane dell’aggressione di agosto. L’aveva sorpresa alle spalle, trascinata nella vegetazione puntandole una pistola, risultata un’arma giocattolo, ma la donna era riuscita liberarsi e a fuggire
Le indagini hanno ricostruito un’altra aggressione avvenuta il 12 febbraio a Castelfranco Emilia nel parcheggio di una palestra frequentata dalla vittima. Anche in questo caso un agguato in piena regola. Nelle drammatiche immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del parcheggio veniva documentata l’intera azione dell’indagato, mentre aggrediva, atterrava e sollevava di peso la donna, trasportandola nella vegetazione. La donna riportava lesioni giudicate guaribili in 10 giorni ma anche in questo caso la violenza non era stata consumata grazie alla reazione della vittima e all’arrivo di un’altra automobile