L’assemblea dei soci ha deliberato l’azione di responsabilità nei confronti degli ex direttori, mentre è arrivato l’accordo tra Amo e gli ex amministratori Andrea Burzacchini e Stefano Reggianini: la formula è quella della conciliazione senza attribuzione né riconoscimento di alcuna colpa.
MODENA – E’ salito a 582mila euro, 67mila in più, l’ammanco accertato alle casse di Amo, l’agenzia per la mobilità di Modena. Per gran parte di questa somma, esattamente 448.157 euro, è già esecutivo il decreto ingiuntivo del tribunale a carico della ex-dipendente che ha portato al pignoramento di alcuni beni. Per la restante parte, oltre ad aver depositato in Procura un’integrazione di denuncia sempre a carico della ex-dipendente, Amo ha inviato lettere di messa in mora agli ex-vertici dell’agenzia: mentre i due ex.direttori Alessandro Di Loreto e Daniele Berselli le hanno respinte, i due ex-amministratori unici Andrea Burzacchini e Stefano Reggianini hanno accettato un accordo transattivo.
Le somme proposte da risarcire sono state definita in base a una perizia legale che attribuisce maggiori responsabilità ai direttori. Tutti gli ex-vertici di Amo destinatari delle richieste di indennizzo in sede civile potranno però rivalersi sul responsabile individuato in sede penale, quindi sulla ex-dipendente indagata.