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Violenza e possesso d’armi in aumento, tra famiglie spaccate e paura di essere vittima. In Emilia-Romagna crescono rapine e aggressioni “ma l’approccio punitivo sta fallendo”

MODENA – L’indagine di Save the Children sulla violenza tra i minori certifica il boom di rapine in Emilia-Romagna, e l’aumento di denunce per porto d’armi e lesioni persona. Lo studio è corredato di testimonianze dirette che aprono gli occhi, spiega l’associazione, sul “fallimento dell’approccio punitivo” a questi reati.

L’aumento più marcato è quello delle rapine, ma anche estorsione, lesioni personali. È una gioventù armata, ma anche dis-armata, quella che emerge dall’omonimo studio curato da Save the Children. Che accende un faro sul disagio giovanile in Italia e in Emilia-Romagna, che soffre dell’incidenza più alta di minori segnalati per rapina nel primo semestre del 2025. L’aumento è del 2,6 per mille, l’incidenza è di 3 minori ogni mille. Altro aumento notevole è quello per porto d’armi, +1,2 per mille. I minori si sentono in pericolo e si armano, in un contesto crescente di disagio e solitudine.

Uno degli aspetti che emergono con maggior forza è proprio il fallimento dell’approccio punitivo. Il disagio che conduce alla violenza minorile nasce, quasi sempre, da ambienti famigliari aridi o traumatici.

Tra le testimonianze raccolte in 14 città italiane ci sono quelle di giovanissimi condannati per reati, molti dei quali filmati e postati sui social per alimentare il distorto meccanismo di affermazione sociale. Che cela, il più delle volte, una richiesta d’aiuto.

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