Via i sigilli alla discarica di Finale Emilia. I giudici infatti dissequestrano per la seconda volta l’impianto al centro di una complessa indagine per inquinamento ambientale.
FINALE EMILIA (Modena) – L’udienza preliminare è fissata per il 28 maggio prossimo ma il caso Feronia, la discarica di Finale Emilia oggetto di un’inchiesta penale, continua a riservare colpi di scena. Il tribunale di Modena ha infatti annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal gup nemmeno due mesi fa. Il contestato impianto di fatto torna nella disponibilità della società che lo gestisce il cui legale rappresentante è indagato insieme ad un ex dirigente Arpae per inquinamento ambientale in concorso, l’ex tecnico Arpae anche per omissione di atti d’ufficio. Il dissequestro è un film già visto; già nel gennaio 2023 il Tribunale del riesame aveva infatti annullato un analogo provvedimento. L’indagine nacque dagli esposti di comitati cittadini e, secondo la Procura, ha documentato un fenomeno di inquinamento grave e continuativo nel territorio di Finale Emilia. Oltre 2.200 sforamenti delle concentrazioni di sostanze inquinanti tra il 2008 e il 2023. Negligenze che avrebbero consentito a Feronia S.r.l “cospicui vantaggi economici” dati dal risparmio sulle misure di sicurezza. Nel febbraio scorso i carabinieri mettono i sigilli per la seconda volta all’impianto. Secondo gli inquirenti, infatti, continuava a funzionare a pieno regime, rischiando di compromettere in modo irreversibile l’ambiente di un’area agricola di circa 228.000 metri quadrati. Ora ancora una svolta, i cancelli di Feronia tornano ad aprire. “Incredulità” per la decisione dei giudici é espressa dal sindaco di Finale Claudio Poletti, parte civile in un eventuale processo e che ora attende le motivazioni. Il 28 maggio invece si deciderà sull’eventuale rinvio a giudizio dei due imputati