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A Pavullo è stato presentato un progetto che mira a rinnovare le politiche sanitarie della montagna, non solo come risposta ai bisogni di assistenza, ma come investimento per rendere più attrattivi e vivibili questi territori.

PAVULLO (Modena) – Interventi strutturali è quello che chiedono gli abitanti dell’Appennino riguardo le politiche della salute per non sentirsi cittadini di serie B, troppo distanti dai servizi.
Il potenziamento della telemedicina, l’assistenza domiciliare e del servizio di elisoccorso sono i pilastri su cui sta lavorando la Regione per ridurre le disuguaglianze territoriali.
All’aeroporto di Pavullo è stato presentato il progetto ‘Salute della Montagna modenese’. Il primo di un ciclo di otto appuntamenti curato dalla Regione che punta a promuovere e valorizzare l’Appennino.
Il piano prevede il rafforzamento dei servizi di prossimità attraverso team di medici e infermieri di comunità, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e l’utilizzo di mezzi mobili come il “camper della salute” per raggiungere le zone più isolate. Grande rilievo viene dato alla telemedicina, con monitoraggi a distanza e televisite per limitare gli spostamenti dei pazienti.
Per quanto riguardo l’elisoccorso, servizio entrato in funzione a Pavullo nell’anno 2000, l’obiettivo è dotarsi delle rotte PBN per operare anche con meteo avverso.

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