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Striscione al Braglia contro Portanova. Mezzetti: “Giusto non minimizzare”

Il derby, fuori dalle mura del Braglia, ha vissuto un altro caso. Quello dello striscione affisso dall’ Associazione “Non una di meno” contro Portanova, il centrocampista della Reggiana condannato in secondo grado per il reato di violenza sessuale di gruppo e regolarmente in campo. Striscione che poi sarebbe stato rimosso anche tra insulti razzisti. Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Modena Mezzetti

MODENA – Fa rumore la vicenda dello striscione che un gruppo di attiviste del movimento “Non una di meno” ha affisso fuori dal Braglia la sera prima della partita, striscione rosa con una scritta emblematica in riferimento all’attaccante di punta della Reggiana Manolo Portanova, accusato di stupro e condannato in secondo grado con sentenza di alcune settimane fa e che ieri era regolarmente in campo. Lo striscione sarebbe stato portato via da un gruppo di tifosi che avrebbero poi rifiutato la richiesta del gruppo femminista di riconsegnarlo, rimosso peraltro tra insulti sessisti. Il gruppo femminista – insieme anche ad alcune forze politiche locali – ha criticato fortemente la scelta della società calcistica reggiana di puntare ancora sul calciatore, che per altro veste la fascia di capitano. Sul caco è intervenuto anche il sindaco di Modena Mezzetti: “La critica all’opportunità di fare scendere in campo nel derby un giocatore condannato per stupro anche in secondo grado non può essere derubricata ad un fastidio da mettere sotto il tappeto, da rimuovere perché non ha a che fare con la competizione calcistica. La presunzione d’innocenza fino alla pronuncia della Cassazione fa parte del nostro ordinamento ed è un diritto dell’imputato ma non si può rimanere indifferenti a quanto accaduto sapendo che questi reati vengono alla luce perché una vittima prende il coraggio necessario e li denuncia. Credo che ognuno si debba assumere le proprie responsabilità, comprese le società calcistiche – ha concluso Mezzetti – visto che lo stadio è proprietà del Comune, non posso che leggere con attenzione le parole di “Non una di meno”. Nel giorno del derby nessuno è tornato sulla vicenda e lo striscione non è mai stato riconsegnato. Per ricordare la vicenda giudiziaria nei giorni scorsi il calciatore della Reggiana, lo ricordiamo, è stato condannato in secondo grado per il reato di violenza sessuale di gruppo, commessa nei confronti di una studentessa 21enne della quale avrebbe abusato presso un appartamento a Siena nel 2021, insieme ad altri tre giovani.

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