Allarme turnover: un solo nuovo assunto ogni tre pensionati. Ma per l’Ordine professionale occorre ribaltare la narrazione: “Lavoro importante e con prospettive di carriera”
MODENA – La giornata mondiale degli infermieri cade in un momento storicamente delicato in Italia, con carenze nei numeri e nei salari, inferiori di 13mila dollari annui alla media dei colleghi dell’OCSE. Il sindacato Nursing Up usa toni catastrofici: la celebrazione di un declino, l’Italia un pronto soccorso in perenne codice rosso, un’entrata per ogni tre uscite nel comparto infermieristico, un default generazionale. Una narrazione che l’ordine degli infermieri condivide nella sostanza ma non nei toni, ritenendo necessario tornare a raccontare la professione infermieristica in tutta la sua nobilità e modernità, per renderla appetibile.
Oggi gli infermieri possono ambire a ruoli dirigenziali, e lavorare in libera professione. Eppure sono sempre meno, 100mila in meno in Italia entro 4 anni per pensionamento, 175.000 quelli che mancano in Italia per allinearsi agli standard europei. Gli aspiranti infermieri sono diminuiti del 54% in quindici anni, altro dato pesantissimo. La Regione li applaude e insiste sulla necessità di dar loro più tutele, sia salariali che di sicurezza – tema che ritorna attuale nei giorni della paura per Hantavirus. Oggi pomeriggio alle 16.00 si terrà un presidio, in piazza Mazzini a Modena, per ribadire tutto questo.