Una vita in ceramica poi la folgorazione: corsa, bici, nuoto. “Una passione che ti riporta a quand’eri bambino. Il segreto? Essere costanti”
SASSUOLO (Modena) – Classe 1950, bolognese di nascita e modenese d’adozione. Una vita in ceramica alla Marazzi e poi, a cinquant’anni, la folgorazione: Claudio Panichi ha scoperto gli sport di endurance, e il piacere ora insostituibile della fatica. Che lo spinge, a 75 anni, a sfidare sé stesso nella competizione più terribile: Ironman, quasi 4 km di nuoto, 180 di bicicletta e 42 di corsa, tutti di fila. Competizioni nelle quali Claudio eccelle a livello mondiale.
Claudio vive e si allena a Sassuolo, che lascerà il 7 giugno per volare ad Alghero e cercare di ripetere il trionfo di un mese fa a Valencia nell’evento “70.3”. Una vittoria, ma anche un divertimento, una gita, una gioia.
La routine prevede allenamenti alternati: nuoto e corsa i giorni dispari, bici e palestra i giorni pari, con distanze legate a quelle che poi affronterà in gara.
Settantacinque anni e due protesi, dunque. Ma anche un maestro d’eccezione, Alessandro Lambruschini, medaglia di bronzo ad Atlanta ’96 nei 3000 siepi. È lui che ha introdotto Claudio a queste discipline delle quali ora il suo corpo, la sua mente, il suo cuore, non possono più fare a meno.