Salim El Koudri, il 31enne fermato dopo l’investimento di sette persone nel centro di Modena, ha raccontato al suo difensore Fausto Giannelli di aver agito in uno stato di forte alterazione. Durante il colloquio in carcere ha chiesto una Bibbia e di poter parlare con un prete
MODENA – “Sono uscito perché quel giorno morivo. Non volevo fare del male a nessuno. Andavo più forte che potevo”. Così Salim El Koudri ha raccontato al suo legale quanto accaduto sabato in centro a Modena, dove sette persone sono rimaste ferite dopo essere state investite dalla sua auto. Il 31enne, in isolamento, ha inoltre chiesto una Bibbia e di parlare con un prete.
“Ho bisogno di qualcuno che mi capisca” ha poi aggiunto Salim. Una richiesta strana per un giovane uomo che non è un musulmano credente ma neppure un praticante cattolico. Un uomo che appare in uno stato di grande confusione mentale, ha rivelato l’avvocato difensore Fausto Giannelli, che per la prima volta ha incontrato in carcere il suo assistito. Da lui nessuna parola di pentimento, nessuna spiegazione per quanto accaduto.
Intanto, mentre Salim El Koudri rimane rinchiuso nel carcere di Sant’Anna, gli inquirenti sono al lavoro per scavare nel suo passato, dal quale emerge il quadro di una personalità schizoide, con repentini cambi di umore. Come nelle emali inviate in serie, la sera del 27 aprile di 5 anni fa, agli uffici di Unimore, prima con offese e attacchi verso i cristiani e richieste di un lavoro poi le scuse, qualche giorno dopo, con un apparente cambio di tono: “Mi dispiace per la maleducazione”..e ancora. “Non riesco a trovare lavoro coerente con i miei studi e non so cosa fare. Cosa mi consigliate di fare?”. Messaggi inquietanti, quelli pubblicati dal Corriere della sera, che fotografano una personalità disturbata. Frasi deliranti che evidenziano una situazione di instabilità psichica.