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I centri per l’impiego dell’Emilia-Romagna diventano luoghi di ascolto per i NEET

Per i giovani che non studiano né lavorano arriva un nuovo progetto. Gli italiani ma soprattutto stranieri, e straniere sono le figure più difficili da intercettare e riportare a una vita attiva

MODENA – Trovare un lavoro o un indirizzo di studio, in alcuni casi, non è solo questione di domanda e di offerta. Nel caso dei NEET, ossia dei giovani che attualmente non fanno né l’una né l’altra cosa, è anche questione di sostegno emotivo, di psicologia. Le ragazze e i ragazzi che ormai stanno a casa per scelta, anzi per abbandono, vanno aiutati a cercare la risposta. Per questo motivo Regione e città capoluogo hanno stipulato un accordo per rendere i centri per l’impiego luoghi aperti e, soprattutto, luoghi di ascolto. Ma quali sono i profili più critici? Femminili, e di origine straniera, per questioni culturali, famigliari, sociali

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