La scelta del nome dell’allenatore sarà la prima mossa del nuovo direttore sportivo: “Il club vuole un gioco propositivo, la nostra scelta andrà in questa direzione”
MODENA – Nereo Bonato torna in gialloblu e a distanza di vent’anni occupa di nuovo il ruolo di direttore sportivo canarino. Un po’ come riavvolgere il nastro per il dirigente, che come primo atto dovrà individuare il nome dell’allenatore che sostituirà l’esonerato Andrea Sottil. “Sicuramente è un privilegio, è un piacere. Mi sembra impossibile che siano passati vent’anni, però l’entusiasmo c’è sempre. Credo che ci siano le condizioni per continuare un bel progetto societario e sportivo. Secondo me ci sono le basi per fare un lavoro molto interessante. Vengo con grandissima motivazione, perché la prima esperienza è stata breve. Spero che sia più lunga e ci porti a fare una crescita graduale, ma continua. L’allenatore? Normalmente dopo la scelta dei dirigenti arriva la scelta del tecnico, che è il primo tassello su cui puoi programmare e pianificare la stagione a venire. L’obiettivo del club è darsi uno studio di gioco che sia propositivo, quindi la scelta andrà in tal senso. È ovvio che è una scelta importantissima, quindi vanno ponderate tutte le situazioni, i pro e i contro eventuali, sapendo che il Modena parte da una base buona. L’anno scorso hanno fatto un buon campionato, raggiungendo gli obiettivi prefissati. Credo che da questo si partirà per fare la scelta che ci possa dare qualcosa in più, sia sul campo sia sotto l’aspetto della propositività. L’evoluzione del calcio va in tal senso, quindi se riusciamo a intercettare questo profilo che possa crescere con noi, saremo un passo avanti”.
Realisticamente quanto vicini o lontani siamo dal nome? “L’idea l’abbiamo abbastanza chiara, quindi stiamo noi facendo una valutazione ponderata su quella che può essere la scelta migliore. Credo che non ci sarà moltissimo tempo da aspettare, è ovvio che ci prendiamo tutto il tempo necessario nella scelta di allenatore, ma anche nella scelta di giocatori per poi integrare la rosa attuale. Ogni scelta che si fa può avere una valenza pluriennale, quindi meno errori si fanno, meglio è”.
Come vent’anni fa arrivi in una società che nel campionato precedente è entrata nei play-off, vent’anni fa però c’era la sensazione di una proprietà in declino, quasi al tramonto, adesso invece la situazione sembra completamente diversa. Il sesto posto dell’anno scorso è un punto da cui ripartire o siamo di fronte a un foglio bianco? “Sicuramente è un privilegio entrare in una società come il Modena attuale, perché a capo c’è una proprietà lungimirante che ha già fatto un percorso, adesso vuole iniziare una nuova programmazione, partendo comunque da quanto di buono è stato fatto nei primi cinque anni. Credo che queste siano basi importanti per poi costruire con gradualità una crescita costante basata soprattutto sulla competitività tecnica, sulla sostenibilità economica, cercando nel tempo di patrimonializzare sempre di più la società”.