Le famiglie supportate sono per un terzo italiane e due terzi straniere. L’emergenza più grave è sempre quello della casa, il 95% di chi si rivolge alla Caritas vive in affitto ed è incalzato da costi in continua crescita.
MODENA – Allarme nuove povertà nel bilancio sociale 2025 delle caritas diocesane di Modena-Nonantola e di Carpi. Il report delle due realtà, unificato nel percorso di fusione delle due diocesi, fotografa il lavoro dei 93 presidi parrocchiali, 66 nel modenese e 27 nel carpigiano, dove 1.300 volontari hanno dato assistenza ad oltre 14mila persone.
Fragilità in crescita registrate praticamente in tutte le parrocchie dove gli operatori notano, accanto al bisogno economico primario, situazioni di scivolamento verso l’isolamento sociale.
Le famiglie supportate sono per un terzo italiane e due terzi straniere, le comunità più rappresentate provengono da Marocco, Tunisia, Nigeria, Ucraina e Pakistan. L’emergenza più grave è sempre quello della casa, il 95% di chi si rivolge alla Caritas vive in affitto ed è incalzato da costi in continua crescita. A Carpi un prima risposta è arrivata con un progetto di Social Housing, 9 appartamenti con 30 posti complessivi, mentre sul fronte alimentare, l’emporio Cinquepani di Carpi ha distribuito pacchi spesa ad oltre 600 nuclei familiari. Ancora, sul contrasto alla povertà educativa, Caritas opera con scuole di italiano e laboratori con modelli pedagogici innovativi. Modello d’accoglienza residenziale è infine il Centro Papa Francesco di via dei servi, con progetti di inclusione e autonomia, in particolare per le donne a rischio di marginalità.