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Holostem in liquidazione, il Mimit: “Il progetto continuerà”

La precisazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che risponde così alle “accuse” di Filctem Cgil e Rsu.

MODENA – Ennesima doccia fredda per la Holostem, lo spin-off universitario modenese che dal 2008 costituisce un punto di riferimento nel panorama scientifico nazionale e internazionale nel campo delle malattie rare. Il termine del 30 giugno per evitare il ripetersi di una nuova liquidazione, dopo quella di tre anni fa, è stato ampiamente superato senza alcun intervento da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’assemblea dei soci, prendendo atto della situazione, ha deliberato la messa in liquidazione della società. Il Ministero, infatti, non ha concesso a Fondazione Enea Tech di intervenire con un versamento di liquidità che avrebbe permesso alla biotech modenese di garantire la continuità delle attività aziendali e proseguire nella ricerca di un nuovo socio privato. Per Filctem CGIL e per la RSU si tratta di una responsabilità politica tanto grave quanto evidente. “Il Ministero ha scelto di non difendere un patrimonio industriale, scientifico ed occupazionale riconosciuto a livello nazionale ed internazionale” è l’affondo del sindacato. Che ora chiede con urgenza al Ministero di garantire le risorse economiche per l’esecuzione delle attività necessarie alla continuità dell’Officina e l’impegno formale a definire un piano di rilancio aziendale per salvaguardare l’occupazione, le competenze ed il futuro di Holostem.

La risposta del Ministero

“Il progetto Holostem continuerà nell’ambito di una più ampia piattaforma nazionale di medicina rigenerativa a forte impatto sociale, che riguarderà anche le terapie per le malattie rare e orfane, con l’obiettivo prioritario di garantire la continuità delle cure, a partire da quelle destinate ai pazienti affetti da epidermolisi bollosa, i cosiddetti ‘bambini farfalla’”.
Lo precisano fonti del Mimit, rispondendo alle accuse della Filctem-Cgil.
Le stesse fonti sottolineano che “il Ministero della Salute e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, preso atto dell’esito negativo del percorso seguito dalla precedente governance della Fondazione Enea Tech e Biomedical, vigilata dai due Dicasteri e detentrice del 100% di Holostem, hanno indicato una strada diversa e affidato alla nuova governance della Fondazione – il cui decreto di nomina è in corso di registrazione alla Corte dei conti – il mandato di definire un piano in grado di salvaguardare prospettive terapeutiche, competenze, autorizzazioni e capacità produttive maturate in questi anni”. “Il percorso seguito finora”, spiegano le fonti, “non ha prodotto le condizioni necessarie a garantire un rilancio stabile e sostenibile di Holostem, nonostante le risorse pubbliche già investite e i ripetuti tentativi di individuare partner industriali e finanziari”. “La liquidazione volontaria”, precisano infine le fonti, “non equivale quindi alla fine dell’esperienza Holostem, né alla rinuncia al patrimonio scientifico, industriale e terapeutico sviluppato dalla società. Al contrario, la scelta è quella di ricollocare quel patrimonio in un progetto più ampio, stabile e sostenibile, anche attraverso l’apporto di competenze e capitali privati, così da assicurare continuità all’innovazione, alle prospettive di cura dei pazienti e alla valorizzazione delle professionalità coinvolte”

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