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La crisi idrica mette sotto pressione l’agricoltura: il Consorzio della Bonifica Burana lavora per garantire la risorsa alle aziende del territorio

MODENA – Un’estate sempre più calda, segnale evidente degli effetti dei cambiamenti climatici, sta mettendo sotto pressione anche la disponibilità di acqua destinata all’irrigazione dei campi. Fiumi appenninici ridotti a corsi d’acqua minori e una portata del Po condizionata dalla scarsità di contributi provenienti dai bacini montani: una situazione che rende sempre più complessa la gestione della risorsa idrica. In questo scenario il lavoro dei consorzi di bonifica diventa fondamentale per garantire acqua agli agricoltori e allo stesso tempo tutelare gli equilibri ambientali. Il Consorzio della Bonifica Burana è impegnato quotidianamente nella gestione della rete irrigua, cercando di far fronte alle difficoltà legate alla siccità e alle temperature elevate. “Stiamo affrontando una fase delicata – spiega Davide De Battisti, nuovo direttore generale del Consorzio della Bonifica Burana – ma grazie al lavoro della bonifica siamo riusciti a garantire la risorsa idrica necessaria alle aziende agricole del territorio”. De Battisti, modenese di 56 anni, laureato in Ingegneria Civile Idraulica all’Università di Ferrara, ha assunto l’incarico di direttore generale di Burana da poche settimane. Il suo arrivo coincide con una fase importante per il consorzio, chiamato a gestire le conseguenze della crisi climatica e a portare avanti nuovi investimenti sulle infrastrutture idrauliche. Tra i progetti più significativi c’è il nuovo impianto Cavaliera di Malcantone, a Bondeno, sul fiume Po, che sarà inaugurato a fine estate insieme al presidente del Consorzio, Francesco Vincenzi. L’opera, dal valore di circa 70 milioni di euro, è stata finanziata attraverso il PNRR e rappresenta uno degli interventi strategici per migliorare la gestione della risorsa idrica. Complessivamente, grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Consorzio della Bonifica Burana ha ottenuto finanziamenti per realizzare interventi per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro. Investimenti che puntano a rendere più efficiente la rete irrigua e a preparare il territorio ad affrontare stagioni sempre più caratterizzate da caldo intenso, periodi di siccità e una crescente difficoltà nel reperimento dell’acqua.

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