La corsa per finire le pratiche in tempi strettissimi, ma il Governo ha spostato un miliardo e mezzo di euro su altri incentivi perché credeva non arrivassero più. Falanelli (CNA): “Bastava parlarsi”
MODENA – Coi soldi del PNRR era stato lanciato un bando per la “promozione delle comunità energetiche”, bando che inizialmente si rivolgeva ai comuni fino a 5mila abitanti e suscitava, di conseguenza, tiepidi entusiasmi; poi su consiglio delle associazioni la soglia è stata alzata a 50mila abitanti, e lì è arrivato il boom: quasi cinquantamila domande, trecento solo a Modena, arrivate tutte a ridosso della scadenza per via di un grosso difetto del bando: i tempi stretti. Veniva infatti concessa alle imprese una finestra compresa tra giugno e novembre, e con un mese buono di attesa da mettere in conto per ottenere risposta dalle grandi aziende proprietarie delle reti – le quali, per inciso, non guardano con entusiasmo a chi l’energia se la autoproduce. Le imprese si sono affrettate a presentare i documenti entro fine ottobre ma proprio sul più bello è arrivata la beffa della beffa: il Governo, convinto che ormai le domande non arrivassero più e chiamato a chiudere il PNRR in tempi stretti, ha tolto dal piatto 1,5 miliardi di euro lasciando nel plafond solo 795 milioni.
Con le risorse ridotte a un terzo, gran parte delle domande verrà respinta. Una situazione “inaccettabile” insiste CNA. Sarebbe bastato parlarsi per capire come mai, a fine settembre, le domande fossero ancora così poche. E invece il dialogo non c’è stato, circostanza che preoccupa CNA ancor più del bando in sé. Le strategie politiche sull’energia sono infatti, per le imprese, la priorità assoluta, e ora che l’Italia ha ottenuto dall’UE l’ok a uno scostamento di bilancio da 14 miliardi di euro le comunità energetiche sono, secondo i piccoli imprenditori, la sola destinazione logica.