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Il ricordo di Monica Esposito: non una fiaccolata ma un comizio con momenti di tensione. VIDEO

Non c’è stata l’annunciata fiaccolata di cordoglio per ricordare Monica Esposito, la donna di Nonantola vittima dell’attentato del 16 maggio in via Emilia. La manifestazione è diventata un comizio dai toni accesi sulla sicurezza in città.

Circa 250 persone ieri sera in Piazza Grande nel momento organizzato dal Comitato Verità e Giustizia del fratello di Monica Espisto, Giovanni Esposito. Contestato anche Luca Signorelli, l’eroe che il 16 maggio aveva fermato El Khoudri.

Ad organizzare e condurre il momento, il fratello della donna, Giovanni Esposito, che ha creato un comitato “Verità e Giustizia”. Non erano invece presenti né il marito né il figli di Monica. Al microfono si è alternato con Mattia Meschieri del Comitato Modena merita di più. I toni si sono accesi subito, in direzione solo del Comune, del sindaco Massimo Mezzetti e del suo predecessore Muzzarelli.
Il primo ricordo a Monica Esposito è arrivato solo dopo un’ora grazie ad una cittadina che è voluta intervenire precisando che lei, come molti altri, erano venuti in Piazza per ricordare Monica e non per fare politica.
A chiudere la serata l’intervento di Luca Signorelli, il modenese che quel 16 maggio aveva fermato Salim El Koudri, invitato al microfono. Signorelli ha anche cercato di spiegare che per lui non c’era odio razziale verso gli italiani da parte dello stesso El Koudri. Un ragionamento che però ha creato ulteriori tensioni: c’è chi lo ha fischiato, l’aria si è fatta pesante e le forze dell’ordine sono intervenute per riportare la calma.
Un episodio sul quale ha preso le distanze anche il Consigliere comunale della Lega Giovanni Bertoldi: “Nella manifestazione i toni erano troppo accesi…  – ha scritto sulla sua pagina Facebook – Credo che le persone debbano imparare a rispettare le opinioni di tutti. Signorelli ha il diritto di pensarla come vuole, le sue considerazioni non possono cancellare o condizionare la nobiltà del suo gesto e il suo coraggio, né la nostra riconoscenza”.

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