Rinnovato il progetto di accoglienza dei bambini provenienti dai campi profughi del destro algerino. L’iniziatva rientra nell’impegno per l’autodeterminazione del popolo Saharawi
NONANTOLA (Modena) – Il canto a ritmo del tamburo davanti alle tende, imitazione in miniatura di quella che per questi bambini è casa, nei campi profughi in mezzo al deserto algerino. Sono i piccoli ambasciatori di pace arrivati a Nonantola e Montese nell’ambito di quello che è un appuntamento consolidato, un progetto di solidarietà nei confronti di un popolo, il Saharawi che dal 1975 subisce l’occupazione del Marocco, costretto a vivere in campi profughi del Sahara Occidentale. A Nonantola presente anche Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia. Una festa allestita nell’area della bocciofila di Nonantola con musica , oggetti e tradizioni Sharawi. Un messaggio di solidarietà per una causa che da 44 anni vede impegnati in tutta Italia migliaia di volontari, associazioni, enti locali, politici e professionisti di vari settori. A Modena tra le realtà più attive c’è l’associazione Kabara Lagdaf