Si cercano tracce biologiche e dna nell’appartamento teatro dell’efferato delitto di Daouda Sangaré. Ancora senza nome il responsabile dell’aggressione mortale
MONTESE (Modena) – Sopralluogo dei carabinieri del Ris di Parma a Montese nell’appartamento di via Righi teatro dell’omicidio di Daouda Sangaré il 31enne originario della Costa d’Avorio ucciso a coltellate domenica mattina all’alba. Gli uomini del reparto investigazioni scientifiche stanno cercando tracce all’interno dell’abitazione al piano interrato della palazzina, elementi non visibili a occhio nudo che possano portare sulla pista dell’assassino, tracce di dna e reperti biologici lasciati dal responsabile del delitto in attesa che l’autopsia sul corpo della vittima possa fornire ulteriori risposte. Le indagini dunque proseguono serrate nel massimo riserbo della Procura. Si lavora su più fronti; le testimonianze di amici e conoscenti e della moglie della vittima, l’ultima, pare ad averlo visto in vita, sentita a lungo in questi giorni al comando provinciale dei Carabinieri in via Pico della Mirandola, la visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza di Montese i rilievi scientifici, appunto, nell’abitazione della coppia. L’uomo è stato colpito a morte da alcuni fendenti, uno profondo al ventre, con un coltello dalla lama di una certa grandezza da qualcuno che al momento rimane ancora sconosciuto