Dito puntato contro le condizioni imposte all’ex amministratore, che restituirà 58mila euro: “Troppo comode”. La replica del dirigente attuale: “Cifre e modalità decise da consulenti, sono male informati”
MODENA – Dopo Stefano Reggianini, Fratelli d’Italia chiederà le dimissioni anche di Andrea Bosi, l’amministratore dell’Agenzia per la Mobilità di Modena scelto a seguito delle dimissioni del predecessore e della sottrazione di oltre mezzo milione di euro da parte di una dipendente infedele: “Troppo pochi” i 58mila euro chiesti a Reggianini come risarcimento per responsabilità indiretta, cui si sommano gli 11mila chiesti al precedente numero uno, Andrea Burzacchini; e troppo generosa la dilazione in 60 rate deliberata lo scorso 16 febbraio in assemblea. Per Fratelli d’Italia all’ex numero uno di aMo andava chiesta l’intera cifra, pari a 582mila euro, e che poi fosse lui a rivalersi sull’ex lavoratrice che li ha intascati.
Andrea Bosi respinge l’attacco, sostenendo che l’accordo stipulato con l’ex amministratore sia stato deciso da terze parti, non da lui, e che la linea di Fratelli d’Italia è di distogliere l’attenzione dall’unica indagata, per la quale è stato disposto un sequestro (poi sospeso) di beni per circa 450.000 euro.