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Scaduto il bonus del Governo nella serata di venerdì, in città si registrano già aumenti netti. E Federconsumatori torna a chiedere conto di questa “speculazione istantanea”

MODENA – Da sabato non è più in vigore lo sconto sulle accise dei carburanti che era stato deciso dal governo a marzo e alla pompa dei distributori l’adeguamento è stato pressoché immediato. I prezzi della benzina e del gasolio hanno incluso nuovamente i 6,1 centesimi al litro. Il governo ha deciso di non prorogare lo sconto, inizialmente di 25 centesimi al litro per benzina e gasolio poi via via ridotto, perché nelle ultime settimane il prezzo dei carburanti era sceso insieme alle quotazioni del petrolio, da cui si ottengono benzina e gasolio. In realtà il rapporto tra prezzo del greggio e prezzo finale per il consumatore non è sempre lineare.

Quando il petrolio sale spesso a causa di una crisi geopolitica i prezzi al distributore schizzano verso l’alto per proteggere i margini di profitto ma il meccanismo inverso non è per nulla automatico, anzi; il prezzo del barile é in picchiata ma chi si ferma ai distributori si accorge subito che il risparmio è decisamente contenuto, i prezzi di verde e diesel calano molto lentamente suscitando proteste dei cittadini e delle associazioni.

Le compagnie petrolifere e i distributori tendono a mantenere i prezzi più alti il più a lungo possibile per recuperare le perdite subite durante i picchi di crisi, e secondo Federconsumatori i costi variano anche da regione a regione.

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