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Presidio in mattinata davanti alla Prefettura. Sherafat, in Italia da 47 anni, chiede alla comunità internazionale “non bombe, né soldi, ma sostegno a una lotta giusta”

MODENA – Un presidio davanti alla Prefettura a sostegno delle rivolte contro il regime in Iran ha avuto luogo questa mattina. E assieme a un attivista per i diritti degli iraniani, in Italia ormai da 47 anni, si sono aggiunte tre donne trasferitesi nel modenese quattro anni fa.

Sherafat aveva 23 anni quando è venuto in Italia, nel settembre del 1979, sei mesi dopo la caduta dello Shah e oggi, la decisione di suo padre, la benedice. Ha vissuto in Italia, coi diritti e le libertà di un italiano, anzi, di un europeo, e per 47 anni ha guardato con sgomento a rivolte represse nel sangue e diritti negati nella sua madre patria.

Mentre i manifestanti muoiono a centinaia, Sherafat si raduna a Modena con amici e sostenitori della causa democratica in Iran. E da Modena, davanti alla Prefettura, alla comunità internazionale chiede: stateci vicini, non con le bombe, ma con la forza delle idee e del diritto.

A un certo punto arriva una donna con le sue due figlie, di 21 e 19 anni. Iraniane. Non sapevano della manifestazione ma si fermano ad ascoltare, a parlare. La donna preferisce non rivelare il nome suo e delle figlie, ha paura dice. Ma ci concede il suo racconto: le sue ragazze sono nate qui, poi la famiglia è tornata in Iran ma quattro anni fa la loro mamma ha deciso di comprare nuovamente un biglietto per l’Italia.

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