A poche settimane dall’attentato del 16 maggio in via Emilia, un 32enne residente a Carpi è stato rimpatriato questa mattina dopo aver inviato mail con minacce omicide all’Accademia Militare di Modena. L’uomo, con precedenti, era in cura per problemi psichiatrici.
CARPI (Modena) – Inviava messaggi di posta elettronica indirizzati all’Accademia Militare di Modena manifestando intenzioni omicide, con riferimenti all’uso di armi e connotazioni di odio religioso e razziale, rivolte in particolare a persone di origine africana e araba. Un uomo di 32 anni di nazionalità pakistana, residente a Carpi ma irregolare sul territorio italiano, è stato accompagnato questa mattina alla frontiera da Questura e Comando provinciale dei Carabinieri di Modena. Il provvedimento, che arriva in un clima di massima allerta a poche settimane dal gravissimo episodio dello scorso 16 maggio, quando Salim El Koudri aveva investito con la propria auto pedoni e ciclisti in via Emilia, è scattato al termine di un’indagine aperta dopo l’immediata segnalazione dell’Accademia ai Carabinieri.
Nelle mail parlava di “missione suicida per uccidere qualche nero o arabo in un posto specifico, in chiesa” e ancora chiedeva armi, tante armi, per uccidere per voi chi aveva preso di mira le chiese. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti anche contro la persona e seguito da un centro di salute mentale della provincia, è stato rapidamente individuato. Nei suoi confronti la Procura ha subito aperto un procedimento penale per minaccia aggravata dall’odio razziale e religioso. Al tempo stesso è stata disposta una perquisizione domiciliare, personale e informatica, eseguita dai Carabinieri, che hanno sequestrato tra l’altro un telefono cellulare, ora al vaglio degli investigatori per ulteriori accertamenti. In collaborazione con l’Ufficio Immigrazione della Questura è stato avviato l’iter per l’espulsione dell’uomo ritenuto pericoloso per la sicurezza pubblica. Il 32enne è stato accompagnato all’aeroporto di Milano Malpensa e imbarcato su un volo diretto a Karachi, in Pakistan, scortato da personale specializzato della Questura di Modena.