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Modena, allarme Taser in Polizia. VIDEO

Il Siulp segnala difficoltà nella preparazione del personale tra scarsità di istruttori, vincoli ministeriali e corsi troppo lenti. A Sassuolo soltanto cinque operatori risultano abilitati.

MODENA – Il Taser si conferma uno degli strumenti più efficaci in dotazione alle forze di polizia per gestire situazioni ad alto rischio, ma in provincia di Modena il numero di agenti autorizzati al suo utilizzo resta ancora troppo basso. A denunciarlo è il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, attraverso la segreteria provinciale di Modena, che punta il dito contro carenze formative, vincoli ministeriali e lentezze organizzative.
Secondo il sindacato, l’introduzione del Taser avrebbe contribuito a ridurre episodi di autolesionismo, aggressioni e minacce armate, grazie non solo alla sua efficacia operativa ma anche al forte effetto deterrente prodotto dai segnali acustici e visivi del dispositivo.
Per poter utilizzare l’arma è necessario seguire uno specifico corso di formazione, comprensivo di esercitazioni pratiche con apposite cartucce. Proprio la disponibilità limitata di questi materiali, spiegano dal Siulp, avrebbe già in passato rallentato la preparazione di nuovi operatori.
La situazione attuale vede un numero ristretto di poliziotti abilitati sia in Questura sia nei commissariati di Carpi, Mirandola e Sassuolo. Proprio Sassuolo rappresenterebbe il caso più critico, con appena cinque agenti autorizzati all’utilizzo del Taser.
Alla base del problema, secondo il sindacato, vi sarebbe soprattutto la carenza di istruttori locali: attualmente sarebbero soltanto due per l’intero territorio provinciale. Il Ministero dell’Interno, infatti, richiede che chi aspira a diventare istruttore sia già istruttore di tiro e che non abbia presentato domanda di trasferimento per almeno quattro anni.
Un requisito che, in una provincia definita “di transito” come Modena, renderebbe molto difficile la formazione di nuovo personale specializzato. La conseguenza, sottolinea il Siulp, è un progressivo rallentamento anche nell’abilitazione degli agenti operativi.
“Servirebbero decine di poliziotti in più abilitati all’uso del Taser – evidenzia il sindacato – ma ai ritmi attuali ci vorrà ancora molto tempo per colmare il ritardo accumulato”.
Nel mirino del Siulp finiscono anche le modalità di programmazione dei corsi da parte della Questura di Modena. Il sindacato riferisce infatti di aver sollecitato già nel mese di aprile i vertici locali della Polizia di Stato affinché venga accelerata la formazione, in particolare per il personale delle Volanti, dei commissariati e della Polizia Stradale.
“Se la burocrazia ministeriale rende già complesso l’utilizzo del Taser – conclude il Siulp – a livello locale servirebbe uno sforzo maggiore, e non minore, vista l’importanza di questo strumento operativo”.

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