Presentato il nuovo allenatore gialloblù: torna al Braglia dieci anni dopo l’infortunio che chiuse la carriera. Dalla Primavera della Fiorentina alla B, punta su identità, coraggio e gioco propositivo
MODENA – Sorrisi, empatia, motivazioni, oltre a un pizzico di scetticismo che inevitabilmente accompagna un allenatore debuttante in Serie B. Sono questi gli ingredienti del primo giorno di Daniele Galloppa, presentato ufficialmente come nuovo allenatore del Modena. Il tecnico romano torna al Braglia dieci anni dopo l’infortunio contro il Cesena (7 febbraio 2016) che di fatto ha chiuso la sua carriera da calciatore. Torna con uno scudetto Primavera ottenuto da allenatore della Fiorentina e con la voglia di dimostrare di essere pronto per guidare una squadra di Serie B. “Arrivo molto motivato, molto contento di ritrovare un ambiente che comunque mi aveva accolto bene, benissimo e trovo una società completamente diversa, quindi ci sono tante componenti belle. Vorrei far capire alla gente prima che persona sono e poi ovviamente che allenatore sono perché viviamo di risultati ovviamente però vorrei che alle persone arrivasse anche ciò che ho dentro, ciò che sono”.
Un allenatore debuttante in Serie B dovrà subito in qualche modo vincere anche un pizzico di scetticismo. Pronto a fare i conti anche con questo? “Benvenuti in Italia, perché tanto l’Italia è così. Modena è una piazza che secondo me ti sa star dietro, se sei bravo ti viene dietro. È una piazza che comunque sia ha un sentito per il calcio e poi comunque sia stiamo parlando di una piazza di palato fine ma intelligente, civile e quindi dove puoi comunque lavorare bene, quindi sono pronto a scontrarmi con lo scetticismo ma cercare di portare la gente dalla nostra parte. Vogliamo recitare un ruolo importante anche quest’anno, è chiaro che ci sono squadre forti e attrezzate, è stato bravissimo il mister a portare questa squadra al sesto posto l’anno scorso. L’idea è quella di essere una squadra che abbia più soluzioni, che abbia coraggio di giocare anche di sbagliare ma di essere propositiva, di cercare di fare la partita perché è quello che mi è sempre piaciuto e quindi quella è la strada nella quale io vorrei portare una squadra che abbia il coraggio di giocare e non di speculare”.