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“Salvini come Moro”: nella notte la scritta è comparsa sulla serranda dell’ingresso della sede provinciale del Partito, in via Gobetti. Ad accorgersene è stata, questa mattina, la segretaria. Sul posto la polizia scientifica. Condanna bipartisan.

MODENA – Ad accorgersene è stato un residente che vive poco distante e che ha subito avvertito la segretaria del carroccio. Sulla serranda dell’ingresso della sede provinciale della Lega di Modena, in via Gobetti, al piano terra del condominio, era comparsa una scritta realizzata con una bomboletta spray di colore nero: “Salvini come moro” e accanto la A cerchiata, il simbolo più noto dei movimenti anarchici. Una sorpresa anche per la segretaria Caterina Bedostri, accorsa subito in sede “Ma non troppo: si tratta – racconta – del quinto episodio nel giro di un anno, non da ultimo quello della sede imbrattata dal lancio di alcune uova”. In questo caso prima il tentativo di imbrattare le telecamere e poi la scritta sulla parte bassa a destra. “Condanniamo ovviamente atti come questo – spiega Bedostri – ma non ci lasciamo intimidire. Ovviamente colpisce molto vedere scritte come questa, specialmente – continua la segretaria – se dirette in modo così specifico verso una singola persona”. L’immagine della scritta è poi stata condivisa anche dallo stesso vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini che in un post sulle sue pagine social ha pubblicato la foto con una citazione di Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. Condanna senza riserve da parte del sindaco Massimo Mezzetti: “La frase, per quanto delirante, rivela un’idea del confronto politico che va fortemente contrastata” ha detto, esprimendo solidarietà alla Lega e al suo segretario nazionale. A condannare la frase minacciosa anche il segretario cittadino del Pd Lenzini ed i parlamentari modenesi Rando, Guerra e Vaccari, che parlano di gesto inaccettabile. Solidarietà anche da parte del capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale Negrini. Vicinanza al vicepremier, infine, è stata espressa anche dal presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. Spetterà ora agli agenti della polizia scientifica, intervenuti per i rilievi, individuare gli autori della scritta vandalica.

 

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