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Consegnate dall’associazione dei famigliari delle vittime per chiedere la riapertura del caso a distanza di oltre 30 anni dall’ultimo omicidio. “Mia cugina Marina temeva per la sua vita, aveva un sospetto, poi venne uccisa” il racconto di un parente.

MODENA – Marina poche ore prima di morire aveva detto a suo padre di avere paura. A parlare è Stefano Balboni. Sua cugina Marina Balboni è tra le 8 giovani donne uccise tra il 1985 e il 1995 dal cosiddetto mostro di Modena, delitti rimasti irrisolti. Il corpo della giovane, 21 anni, venne trovato in un fossato a Gargallo: era stata strangolata con il foulard che aveva addosso. Stefano chiede ora giustizia per lei e per le altre 7 vittime e si è unito alla petizione organizzata dall’associazione “I Ricci di Lodi” che oggi ha consegnato 1100 firme in Procura a Modena affinché si possa dare un nome al responsabile o ai responsabili di questa scia di sangue, delitti maturati nel mondo della droga e della prostituzione.

La petizione è appoggiata anche dal Gruppo donne democratiche di Modena.

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