L’amministratore delegato di Ferrari, main sponsor del Jazz Open, fa un bilancio della prima edizione della manifestazione in Italia e a Modena
MODENA – “Siamo molto soddisfatti, anche se sicuramente possiamo fare ancora meglio l’anno prossimo”. È positivo il bilancio tracciato dal presidente di Ferrari, Benedetto Vigna, al termine del Jazz Open, la rassegna che ha portato migliaia di persone nel cuore di Modena.
Per Vigna, il festival rappresenta anzitutto “Un modo, per noi come Museo Ferrari che abbiamo qui a Modena, per dire grazie alla città e al territorio“, contribuendo a renderli “Sempre più importanti e rilevanti”.
Tra gli aspetti che il presidente Ferrari evidenzia c’è soprattutto la capacità dell’evento di attrarre pubblico da fuori città e dall’estero. “Abbiamo visto tantissimi stranieri arrivare qua. Circa il 30% del pubblico proveniva da tutta Europa e tanti anche da fuori regione. Forse si è rimessa Modena un po’ al centro della cartina musicale internazionale“.
Un risultato che, secondo Vigna, si riflette anche sull’economia cittadina. “Ero in un bar del centro e ho chiesto come stesse andando: erano contentissimi perché avevano lavorato tanto grazie ai turisti. Anche gli alberghi erano soddisfatti“. Nel corso della manifestazione, racconta, ha incontrato visitatori tedeschi, inglesi, cinesi, peruviani e cileni, “Tutti contentissimi di aver scoperto questa città e sorpresi di trovare una città così bella”.
Il riferimento va anche alla tradizione musicale modenese. “Ho scoperto che qualche anno fa c’era Pavarotti & Friends: in qualche modo abbiamo ripreso qualcosa che era già cominciato in passato“.
Guardando al futuro, Vigna vede nel dialogo tra cultura e mondo Ferrari un punto di forza. “L’Emilia si presta molto bene a organizzare eventi di questo tipo perché qui pubblico e privato lavorano molto bene insieme. Sono molto contento“. Un modello che, nelle intenzioni, potrà essere ulteriormente sviluppato nelle prossime edizioni del festival.
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