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Omicidio di via Tignale, lunedì l’udienza di convalida per Giorgia De Martino VIDEO

La donna, che ha confessato l’omicidio dell’ex compagno Dino D’Ulizia, resta in carcere a Sant’Anna. Le indagini si concentrano ora sul contesto, aggravato dal consumo di droghe

MODENA – Giorgia De Martino resta in carcere a Sant’Anna, dove lunedì mattina si terrà l’udienza di convalida dell’arresto per l’omicidio dell’ex compagno Dino D’Ulizia, che la 44enne avrebbe confessato non prima di aver tentato di nasconderne le tracce. I fendenti letali sono stati inflitti all’uomo con un coltello di 19 centimetri che i Carabinieri hanno rinvenuto in un cestino poco lontano dal palazzo di via Tignale del Garda dove si è consumato il delitto. La donna si sarebbe in un primo momento allontanata, poi una volta tornata a casa ha trovato i militari ad aspettarla. Le sorelle di Giorgia De Martino hanno incaricato l’avvocato Ernesto D’Andrea, di Reggio Emilia, di difenderla. Restando pochi dubbi sulla dinamica del fatto il tema principale ora diventa il contesto: omicidio volontario è l’accusa formulata, in un contesto di disagio e di conflittualità aggravato, pare, dalla tossicodipendenza. Secondo quanto riferito al legale Giorgia avrebbe vissuto mesi difficili dopo la separazione di fatto dal marito, mesi in cui avrebbe fatto frequentemente uso di droga, in particolare crack. La lite con D’Ulizia da cui è scaturita l’aggressione letale non sarebbe stata la prima, anche se nessuno dei due era attualmente seguito dai servizi sociali del Comune di Modena, che nei palazzi di via Tignale svolgono soprattutto attività di mediazione di conflitti tra gli inquilini. Anche D’Ulizia aveva avuto problemi di dipendenze, per un periodo aveva lavorato presso una cooperativa sociale ma, secondo alcuni conoscenti, avrebbe interrotto il rapporto di lavoro alcuni mesi fa. Il disagio di entrambi era noto, dunque, ma nessuno sembrava aspettarsi che quel disagio sfociasse in un’esplosione di violenza.

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