Tre direttori amministrativi e un impiegato, che era la figura apicale, andranno a processo per i fatti accaduti nel dipartimento di scienze chimiche e geologiche tra il 2013 e il 2020. Sono accusati di truffa e peculato. Assolti invece tutti i professori e i docenti coinvolti.
MODENA – Quattro persone rinviate a giudizio, undici assolte. Questo ha deciso la giudice Pianezzi in merito al processo per truffa e peculato che ha coinvolto addetti amministrativi, docenti universitari, dottorandi e assegnisti di ricerca di Unimore. L’inchiesta della Guardia di Finanza aveva coinvolto diciotto persone, tre delle quali erano state prosciolte in sede di indagini. Tra le persone che andranno a processo il prossimo 15 settembre il dipendente amministrativo considerato la figura apicale, un 64enne tutt’ora in servizio, e tre direttori amministrativi. Tutti assolti invece i professori e gli assegnisti. Secondo quanto ricostruito nell’indagine l’uomo aveva falsamente attestato circa 750 mandati di pagamento riportanti causali false e spesso prive di documentazione giustificativa. Era stata la stessa Università, che a processo si è costituita parte civile, a presentare denuncia dopo aver riscontrato anomalie all’interno della gestione amministrativo – contabile del dipartimento di scienze chimiche e geologiche. Da qui, dopo lunghe ed accurate indagini, si è scoperto che il responsabile amministrativo aveva disposto indebiti pagamenti per circa 260.000 euro, centomila euro dei quali sono stati recuperati in questi anni tramite un ricorso alla corte dei conti. I fatti sono accaduti tra il 2013 e il 2020 e per questo rischiavano la prescrizione, quando il dipendente Unimore disponeva dell’accesso al sistema gestionale e dei dispositivi di firma digitale ed elargiva pagamenti agli amici. Una truffa alla tesoreria universitaria che negli anni aveva permesso un cospicuo vantaggio patrimoniale a favore di sé stesso in primis, ma anche a favore di addetti amministrativi, docenti universitari, dottorandi, assegnisti di ricerca, molti dei quali oggi sono stati assolti.