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Il sindacato apre la campagna in vista del voto dell’8 e 9 giugno con una festa nella piazza modenese assieme a Massimo Zamboni, storico chitarrista dei CCCP. L’appello a lavoratori, giovani, ma anche ai pensionati: “Venite a votare”

MODENA – Simone Filippi alla batteria, Cristiano Roversi alle tastiere, Erik Montanari alla chitarra assieme a Massimo Zamboni, storico membro dei CCCP: il referendum è talmente lontano dalla cronaca quotidiana che la CGIL ha pensato di trasformare l’avvicinamento all’8 e 9 giugno in una festa, spingendo i cinque sì – quattro sul tema del lavoro, uno sulla cittadinanza – a suon di musica. “I quesiti sul lavoro puntano infatti a sanare la spaccatura creatasi dal 2015 col Jobs Act, uniformando le tutele per i contratti a tempo indeterminato e chiudendo la parentesi di quelle crescenti, ma anche imponendo un senso di responsabilità maggiore sul tema dei subappalti. Ma prima ancora del sì e del no il referendum dell’8 e 9 giugno, pressoché oscurato dalle recenti schermaglie sui dazi e da altri spunti di rissa politica, deve innanzitutto vincere la battaglia del quorum, portando a votare il 50% più uno degli italiani – una vera impresa di questi tempi, soprattutto perché i pensionati sembrano ritenere il referendum sul lavoro e sull’immigrazione di scarso interesse. Secondo la CGIL invece, in un’Italia che invecchia e offre poche garanzie lavorative, la coesione sociale necessaria a sostenere le pensioni passa proprio per quei cinque quesiti

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