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Con l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale sul tavolo, Michele De Palma ha incontrato funzionari e delegati. Su Maserati, avverte, “festeggeremo solo quando cesseranno gli ammortizzatori sociali e l’azienda assumerà giovani lavoratori”.

MODENA – Meno di 380mila autovetture e veicoli industriali, con un calo del 20% nel 2025 che segna, di fatto, un dimezzamento dei numeri nel corso degli ultimi due anni e una produzione ai minimi storici dati mai così bassi da metà anni Cinquanta. Nell’anno nero che Stellantis si lascia alle spalle, non può chiaramente sorridere Maserati, che dopo aver chiuso la realizzazione di automobili con un segno meno del 23,1% ha trasferito la produzione nella sede di Modena. Una strategia che fa ben sperare, ma non sufficiente, a detta del segretario nazionale Fiom Cgil Michele De Palma, oggi in città per un confronto con funzionari e delegati delle aziende metalmeccaniche.

A dicembre l’ipotesi d’accordo raggiunta per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, ora il confronto con la base sui contenuti. La trattativa, a volte dura, con il sistema delle imprese ha portato a negoziare un aumento di 205 euro sui minimi e una clausola di salvaguardia che, in caso di aumento dell’inflazione, tutela il potere d’acquisto dei lavoratori.

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