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Alice Neri, la difesa di Gaaloul ricorrerà in Appello

Per l’avvocato Roberto Ghini mancano il movente e sufficienti indagini su piste alternative. L’uomo è stato condannato a 30 anni senza attenuanti

MODENA – Mohamed Gaaloul ricorrerà in appello contro la sentenza di condanna per l’omicidio di Alice Neri. L’avvocato difensore del tunisino, Roberto Ghini, trova poco convincenti le motivazioni della sentenza a 30 anni di carcere pubblicate ieri: a suo giudizio mancano elementi sostanziali per escludere altre piste, ad esempio certezze sul modo in cui l’automobile è stata incendiata, la difesa di Gaaloul aveva fatto una richiesta di perizia in tal senso ma non è stata mai svolta; inoltre, insiste Ghini, manca il movente, che l’accanimento dimostrato dall’omicida nei confronti della donna renderebbe necessario. La richiesta di appello verrà presentata entro fine mese. Nelle 248 pagine del provvedimento legato alla condanna, si legge invece che gli elementi raccolti a carico di Gaaloul “conducono del tutto all’affermazione della responsabilità dell’imputato, e non risultano minimamente compatibili con un giudizio di innocenza”. La Corte rileva “le svariate bugie di Gaaloul” e la colpevolezza “oltre ogni ragionevole dubbio”. Gli elementi schiaccianti a suo carico sarebbero le tracce di DNA sulla sigaretta, le impronte sulla tanica d’olio utilizzata nell’incendio del mezzo e i tentativi di depistaggio e di fuga, oltre alle ricerche condotte sull’omicidio tramite il telefonino in modo definito “spasmodico” proprio il 18 novembre del 2022, quando l’unico a poter sapere che Alice era morta poteva essere, scrive il giudice, il suo omicida. Negate, dunque, pure le attenuanti generiche. Ma è su un altro telefonino che la difesa è convinta di poter trovare una verità diversa: quello della vittima, nella convinzione che chiunque abbia agito così brutalmente contro di lei dovesse per forza avere motivi precisi, dalle radici profonde; tesi che la sentenza di condanna invece smentisce in un intero capitolo del dispositivo.

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