Non ha risposto alle domande il 20enne accusato di uno stupro e due tentate violenze sessuali, interrogato questa mattina in carcere. “Verso la mia assistita una violenza brutale e inaudita” ha raccontato l’avvocato difensore di una delle tre vittime, Cosimo Zaccaria.
MODENA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 20enne accusato di tentata violenza sessuale pluriaggravata e lesioni nei confronti di due donne di 55 e 60 anni delle quali avrebbe abusato lo scorso 12 febbraio a Castelfranco e il 23 maggio nell’area dei laghetti di Sant’Anna, lo stesso luogo in cui il 19 agosto violentò una donna di 52, motivo per il quale si trova ristretto in carcere. Proprio al Sant’Anna è stato raggiunto ieri dall’avviso di fine indagine relativo a questi due nuovi episodi, che sono stati ricostruiti dalla squadra mobile dopo mesi di indagini. Difeso dall’avvocata reggiana Francesca Corsi, l’imputato, 20enne italiano di origine marocchine, ha deciso di non parlare, a differenza di quanto fatto in occasione del primo interrogatorio in merito allo stupro di agosto, dove aveva ammesso la sua colpevolezza. Una violenza inaudita e terribile, che ha costretto la vittima a un lungo percorso di recupero psicologico ancora in corso, come ha raccontato il suo avvocato difensore Cosimo Zaccaria.
Violenze brutali, secondo l’accusa, anche nei confronti delle altre due donne che sono riuscite a scappare in tempo. Nell’aggressione di Castelfranco il giovane aveva anche puntato una pistola giocattolo alla testa della vittima. Un’aggressore seriale, incensurato e mai censito, che ora dal carcere dovrà rispondere ad accuse gravissime.