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Dimensionamento scolastico, la forbice colpisce Fiorano e Maranello. Critici i sindacati

Il provveditore regionale Bruno Di Palma, nelle vesti di commissario ad acta del Governo, ha deciso: scatteranno dal prossimo settembre, con la partenza dell’anno scolastico 2026/2027, i dimensionamenti in tutta la regione e la forbice su Modena colpisce Fiorano e Maranello.

MODENA – La forbice del dimensionamento scolastico deciso dal governo per l’Emilia-Romagna nel Modenese colpisce Maranello e Fiorano (in foto il taglio del nastro delle scuole Bursi a Spezzano lo scorso 13 dicembre). Lo ha deciso il dirigente scolastico regionale Bruno Di Palma in qualità di commissario ad acta dell’Esecutivo. A darne notizia è una nota della Cisl Emilia centrale, seguita dal commento dei due sindaci interessati: “Tempi stretti, serve un confronto con il commissario”.

Con il decreto protocollato nella tarda serata del 27 gennaio scorso, si stabilisce che nel primo comune si accorpano gli Istituti comprensivi di Fiorano e Bursi. D’ora in poi prenderanno il nome di Ic Fiorano. A Maranello si accorpano gli Istituti comprensivi Ferrari e il Carlo Stradi. Il nuovo nome sarà Ic Maranello. 

Questa la dichiarazione congiunta dei due sindaci Luigi Zironi di Maranello e Marco Biagini di Fiorano. “Abbiamo appreso la notizia degli accorpamenti, già a partire dal prossimo anno scolastico, solamente questa mattina, attraverso la comunicazione ufficiale del Commissario. E le tempistiche dell’intera operazione, considerato anche il fatto che in questo periodo sono in corso le iscrizioni, rappresentano senz’altro un ulteriore elemento di delicatezza.
Ora il nostro obiettivo è quello di confrontarci al più presto con il Commissario, coinvolgendo anche i dirigenti scolastici e la Provincia, per capire nei dettagli le conseguenze dei rispettivi accorpamenti e, soprattutto, per ottenere le garanzie necessarie a tutelare nelle nostre scuole la piena continuità su vari fronti: qualità didattica, posti di lavoro, utilizzo degli spazi e degli edifici. Chiederemo inoltre chiarimenti anche su eventuali aggiornamenti delle procedure burocratiche, perché con le iscrizioni in corso per il prossimo anno scolastico, le famiglie dovranno essere informate ed accompagnate al meglio in questo iter.
Nei prossimi giorni, come Amministrazioni comunali, saremo dunque impegnate ad assicurarci che per le nostre scuole, per il personale scolastico, per gli alunni e per i loro genitori questo cambiamento possa diventare un’opportunità per migliorare ulteriormente l’offerta didattica dei nostri territori”.

“Modena resta con 86 autonomie. Viene cestinato il progetto farsa di accorpare Bomborto e Ravarino, segno che la mobilitazione sindacale, degli amministratori e dei cittadini ha funzionato. Ma questo non è un motivo di soddisfazione. Siamo alle prese con una riforma che riduce la scuola ad una variabile contabile, costruita sulla carta e senza alcun confronto con il territorio. Così non va assolutamente bene. Le riforme si fanno con coraggio, non dietro una scrivania”, commenta Carmelo Randazzo, leader di Cisl Scuola Emilia Centrale. 

Critica anche la Cgil di Modena che parla di “colpo di mano che penalizza territori e lavoratori”. Secondo la Flc Cgil “con questo accorpamento nasceranno due “mega-istituti” che supereranno la soglia dei 1.400 studenti, balzando tristemente in vetta alla classifica delle scuole più numerose della provincia”.

Secondo il sindacato, dietro scelte motivate formalmente da criteri amministrativi – presenza di più autonomie nello stesso territorio comunale e necessità di rientrare nel contingente regionale – ci cela una brutta realtà: si ignorano il lavoro di equilibrio, integrazione e prossimità già costruito negli anni dalle comunità scolastiche modenesi.

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