Inaugurato a Bologna l’anno giudiziario 2026. Analizzate le criticità presenti nel Distretto dell’Emilia Romagna, ma presentati anche i progetti per il prossimo futuro
BOLOGNA – Annunciando a nome della Comunità Giuridica del Distretto dell’Emilia Romagna la firma di un protocollo con cui invertire quella definisce “la pericolosa rotta verso la violenza e l’odio”, la presidente della Corte d’Appello di Bologna Marilena Rizzo conclude con una nota positiva, e con la parola d’ordine Insieme, il discorso pronunciato in occasione dell’Inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, a cui si arriva con passi avanti nell’ottica di raggiungimento degli obiettivi Pnrr su riduzione dell’arretrato e tempo del giudizio, ma ancora con numerose criticità, a partire dalla carenza di personale amministrativo. E a proposito di giovani, a preoccupare – anche la Procura generale – è l’aumento della violenza minorile. “Questo può diventare – spiega Cascone – l’anticamera per commettere reati più gravi e anche in questo caso non basta la solita risposta repressiva ma serve un’opera educativa sui ragazzi”. Come per i reati da Codice Rosso, che ormai assorbono la maggior parte del lavoro delle Procure