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A22, la Corte di Giustizia Europea boccia il diritto di prelazione

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La sentenza, su una causa sul Comune di Milano, si ripercuote anche sulla concessione dell’Autobrennero, perché fissa un principio giurisprudenziale

LUSSEMBURGO – La Corte di Giustizia dell’Unione Europea boccia il diritto di prelazione, ritenendolo incompatibile con le normative europee: per la società Autobrennero, di cui è socia la Provincia di Modena, si mette in salita il rinnovo della concessione per l’A22. I giudici europei, in una causa su un progetto del comune di Milano sulla realizzazione di 70 servizi igienici pubblici, hanno detto no al diritto di prelazione perché riconosce al promotore un vantaggio ingiusto, in violazione con le direttive sulle concessioni. Ecco che la sentenza, pur applicata al caso singolo dei servizi igienici di Milano, fissa però anche un principio che dovrà essere rispettato in tutti i contratti per le concessioni pubbliche. Tra queste, il bando per il rinnovo sull’A22, attualmente affidata alla società Autobrennero di cui è socia anche la Provincia di Modena. La sentenza smonta di fatto la normativa italiana sulla finanza di progetto nella parte in cui garantisce al promotore di poter pareggiare la migliore offerta di un concorrente aggiudicandosi così il contratto. In questo modo, dice la Corte Europea, si falsa la concorrenza. Le altre imprese investirebbero risorse per formulare progetti e soluzioni competitive ma non ne avrebbero beneficio. Sulla vicenda interviene anche il comitato no bretella di Modena che, viste le maggiori incertezze per il rinnovo della concessione, chiedono di fermare i lavori sulla tratta Campogalliano-Sassuolo.

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