CORRELATI
Cronaca

Donna di 59 anni investita sulla pista ciclabile in via Buon Pastore

Cronaca

“Modena di corsa con l’Accademia Militare”, tutto pronto per la 30esima edizione. VIDEO

Cronaca

Diritto allo studio, Unimore abbassa le tasse universitarie

Navicello, commemorazione a metà tra cordoglio e paura del presente VIDEO

L’eccidio di ottantun anni fa è rivissuto in una chiave nuova alla luce dei tanti focolai di guerra in corso. “I partigiani di allora morirono pensando al nostro futuro, non dimentichiamoli”

MODENA – Lacrime di commozione all’ottantunesima celebrazione dell’eccidio di Navicello: all’emozione per le sorti degli undici giovani uccisi dai nazisti si mescola il timore per le guerre in corso.

È possibile emozionarsi ancora dopo ottantun anni? Piangere lacrime nuove per undici uomini, per lo più ragazzi in verità, torturati e uccisi dai nazisti dietro il rifiuto di tradire i propri compagni? È la domanda con cui il neo presidente dell’ANPI di Nonantola ha aperto le celebrazioni dell’eccidio di Navicello, domanda legittima a giudicare dalle reazioni dei presenti.

Il tema dell’instabilità, della bellicosità di un mondo che brucia è al centro dei pensieri di tutti, come ieri. Col pensiero rivolto all’Iran, per di più l’otto marzo, è una fila di donne con fasce tricolore ad accompagnare le corone di fiori fino al cippo, e a deprecare – lo fa la vicesindaca di Modena, Francesca Maletti – le guerre che si diffondono ai quattro angoli del globo. Il resto deve farlo la memoria, sempre meno diretta per questioni anagrafiche: il lutto recente per il centenario partigiano Renzo Arduini invita, oggi più che mai, a trasmettere la memoria nel presente.

© Riproduzione riservata

CONDIVIDI

SEGUICI SUI SOCIAL
Cerca nel sito