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Caporalato, un giro da 25 miliardi: “Oltre 200mila migranti in stato di semi-schiavitù” VIDEO

Il convegno in Camera di Commercio sulle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici, soprattutto domestiche, vittime di “molestie sessuali continue e paghe da fame”

MODENA – Il caporalato in Italia vale 25 miliardi di euro l’anno, praticamente una manovra finanziaria. I numeri impressionanti dello sfruttamento degli immigrati sono stati presentati oggi in Camera di Commercio.

Da processo Aemilia in avanti, dagli scontri sindacali anche violenti ad esempio nel comparto carni, la realtà del caporalato è evidente anche da noi, non solo nel Sud Italia o nell’Agro Pontino, territorio sul quale Marco Omizzolo ha svolto le sue indagini sullo sfruttamento degli immigrati – meglio se clandestini – che gli hanno procurato rischi personali, minacce, ma anche il cavalierato dell’Ordine al Merito conferitogli dal Presidente della Repubblica. Omizzolo, ospite degli Ordini Professionali in Camera di Commercio, ha affrontato il tema dello sfruttamento dei migranti partendo da numeri impressionanti: oltre 450mila i braccianti sfruttati e, di questi, “più di 200mila in stato di semi-schiavitù”

Un business ormai stabilmente collocato oltre i venti miliardi, dei quali una fetta consistente la produce il settore che in assoluto dà lavoro a più migranti irregolari: i servizi alla persona, l’assistenza domestica, il badantato. Temi di cui si occupa da sempre Stefania Prandi, reporter e fotografa, che ha documentato soprusi, molestie sessuali e paghe da fame in un settore che conta 1,7 milioni di addette regolari e almeno altrettante in nero. Tutto questo in un’Italia inondata da messaggi politici che dipingono il migrante come canaglia.

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