E’ la vicenda surreale accaduta ad un pensionato modenese che, per un breve cameo in “Ferrari” di Michael Mann, si è visto recapitare dall’Inps una comunicazione di revoca dell’intera pensione percepita nel 2022, l’anno in cui aveva girato le scene.
MODENA – Fa la comparsa nel film dedicato al Drake (ricevendo un compenso di 300 euro) l’Inps gliene chiede indietro 34mila: questa la beffa (raccontata sul Corriere Bologna) in cui è incappato un pensionato modenese, allora 64enne. La sua storia inizia nel 2022 sul set del film “Ferrari” di Michael Mann. In pensione dal 2020 con il regime di Quota 100, viene scelto come comparsa: un impegno di due giorni per le riprese, che si traducono in pochi secondi di apparizione sullo schermo. Il compenso è di poco meno di 300 euro: un rimborso spese in pratica, senza la firma di alcun contratto ma solo con la cessione dei diritti di immagine. Tutto bene fino all’anno seguente, quando l’Inps gli recapita una comunicazione di revoca dell’intera pensione percepita nel 2022, intimandogli la restituzione di 34mila euro. Secondo l’ente previdenziale, infatti, la partecipazione al film configurava un rapporto di lavoro dipendente, violando così il divieto di cumulo previsto per chi accede alla pensione anticipata prima dei 67 anni. Dopo un’iniziale doccia fredda, il pensionato ha deciso di provare ad impugnare il provvedimento tramite il Patronato Inas-Cisl. Una storia surreale finita in tribunale e alla quale è stata posta la parola fine solo nei giorni scorsi in Corte d’Appello a Bologna, dove i giudici della sezione lavoro hanno respinto il ricorso dell’Inps, confermando che quella comparsata sul set non aveva nulla a che fare con il lavoro subordinato e dando così ragione al pensionato. Nel procedimento giudiziario, infatti, è emerso che nel periodo indicato l’uomo non aveva affatto prestato lavoro nei termini indicati dall’Inps, ma la prestazione poteva inquadrarsi al più come lavoro occasionale autonomo, cumulabile con il suo trattamento pensionistico.