Con oltre 1.550 dispositivi già censiti e la diffusione dell’app “Dae Responder”, il progetto favorisce l’attivazione dei “first responder”, aumentando le possibilità di sopravvivenza nei primi minuti cruciali. Quasi due infarti al giorno nella nostra provincia
MODENA – Una provincia sempre più cardioprotetta grazie a un progetto condiviso che mette in rete sanità, istituzioni e volontariato. È questo l’obiettivo della nuova “Rete del cuore”, l’iniziativa presentata oggi che punta a rafforzare la diffusione dei defibrillatori automatici e semiautomatici esterni (DAE) e a formare cittadini pronti a intervenire in caso di emergenza.
Il progetto coinvolge Azienda USL di Modena, Regione Emilia-Romagna, Comuni, il Servizio di Emergenza Territoriale 118 e numerose associazioni di volontariato, con l’obiettivo di rendere il territorio sempre più sicuro e preparato di fronte agli arresti cardiaci improvvisi.
I numeri confermano una crescita significativa: sono oltre 1.550 i DAE già censiti in provincia, molti dei quali controllati da remoto grazie a un finanziamento regionale. Parallelamente aumentano anche gli iscritti all’app “Dae Responder” e gli interventi dei cosiddetti “first responder”, cittadini che possono fornire un primo soccorso fondamentale in attesa dell’arrivo dei sanitari.
“Nei casi di arresto cardiaco i primi minuti sono decisivi – ha spiegato la direttrice sanitaria Romana Bacchi – e la sopravvivenza può raddoppiare o triplicare se la rianimazione e la defibrillazione vengono effettuate tempestivamente, anche da parte di non sanitari”.
Il progetto prevede la mappatura e il monitoraggio dei dispositivi presenti sul territorio, la loro diffusione nei luoghi più frequentati e una vasta attività di formazione e informazione rivolta alla popolazione. Tra i luoghi più dotati di DAE spiccano le imprese private (29%), seguite da impianti sportivi (18%) e spazi pubblici (15%), oltre a scuole e sedi delle forze dell’ordine.
Fondamentale il ruolo del volontariato – tra cui Anpas, Croce Rossa, Misericordie e Amici del Cuore – che contribuisce alla diffusione della cultura del primo soccorso e al controllo del livello di cardioprotezione del territorio. I Comuni, invece, favoriscono il coordinamento tra i diversi attori e promuovono iniziative rivolte alla cittadinanza.
“La cardioprotezione è un patto di comunità – ha sottolineato Luca Gherardi, soccorritore del 118 e membro del team di supporto al progetto – dove istituzioni e cittadini collaborano per fare la differenza quando ogni secondo conta”.
Con questa iniziativa, la provincia di Modena conferma il proprio impegno nella prevenzione e nella sicurezza sanitaria, costruendo una rete capillare capace di salvare vite grazie alla collaborazione di tutta la comunità.