Le verifiche hanno riguardato due società edili di Reggio e Sassuolo accusate di aver ottenuto indebitamente crediti d’imposta tramite falsi stati di avanzamento lavori e documentazione non veritiera su interventi di riqualificazione e messa in sicurezza sismica.
MODENA – Due società edili, una di Sassuolo, l’altra della provincia di Reggio Emilia, avevano maturato crediti da superbonus per quasi 4 milioni e mezzo di euro ma per la Guardia di Finanza non erano regolari. Per questo motivo le fiamme gialle di Sassuolo hanno denunciato l’amministratore unico delle due imprese. In 7 cantieri, a Formigine, San Prospero, Sassuolo e nel reggiano, le società avevano attestato lo stato di avanzamento dei lavori, agevolati dal superbonus, per 4.361.664 euro. Lavori che però, dall’analisi della contabilità dei cantieri e dai sopralluoghi dei finanzieri, non risultavano ancora svolti, oppure effettuati in epoca successiva alle scadenze del 110%, quando i benefici fiscali erano già stati ridotti. Dalle indagini sono emerse incongruenze tra gli importi indicati in fattura e quelli riportati nelle asseverazioni e nei computi metrici, rilevando così un meccanismo fraudolento che ha convinto il giudice per le indagini preliminari ad emettere un decreto di sequestro cautelativo per oltre 4 milioni di euro. Gran parte dei crediti risultano già utilizzati o ceduti a terzi ma la guardia di finanza è riuscita a sequestrare crediti d’imposta, quote societarie e disponibilità finanziarie per circa un milione di euro.