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Arresto cardiaco al ristorante: salvato grazie al defibrillatore

Evento a lieto fine quello che ha avuto per protagonista un 52enne, salvato grazie all’utilizzo del DAE pubblico collocato nelle vicinanze e alla tempestiva attivazione della rete provinciale per le patologie tempo-dipendenti.

MODENA – Un 52enne modenese, colpito da arresto cardiaco in un ristorante della zona, è stato salvato grazie all’utilizzo del DAE, il defibrillatore pubblico posto nelle vicinanze del locale e utilizzato dal personale del ristorante stesso. La vicenda è stata resa nota da un comunicato dell’AUSL: il paziente, che dopo l’arresto era stato ricoverato a Baggiovara, è stato già dimesso ed è ora in buone condizioni.
“Un evento a lieto fine che dimostra come sia importante la sensibilità di tutti i nostri cittadini, che grazie al DAE hanno assicurato continuità alle funzioni del paziente in attesa dei soccorsi”, hanno commentato il Direttore dell’Azienda USL di Modena Mattia Altini e il Direttore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena Luca Baldino.
“Si tratta di un caso di scuola – spiega il dottor Geminiano Bandiera, Direttore del Dipartimento Interaziendale di Emergenza-Urgenza e del PS dell’Ospedale di Baggiovara – la presenza capillare dei DAE sul territorio e la formazione al loro utilizzo, unita alla capacità della rete provinciale dell’Emergenza di intervenire tempestivamente e di attivare il percorso corretto per il problema clinico manifestato dal paziente, ha consentito di risolvere al meglio una situazione potenzialmente fatale. Il personale del ristorante, al quale vanno i nostri complimenti, ha defibrillato col DAE il paziente in attesa dell’arrivo dei mezzi 118”.
“Quando i nostri equipaggi intervengono su un paziente in arresto cardiaco – hanno aggiunto il dottor Marcello Baraldi, Responsabile medico e Fabio Mora, Coordinatore infermieristico del Set118 – il fattore tempo è decisivo. Se, come in questo caso, il paziente è stato nel frattempo trattato col DAE con esiti favorevoli, noi guadagniamo minuti preziosi che ci consentono di stabilizzarlo al meglio e centralizzarlo nella struttura più adatta”.

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