A Modena da 3 e 4 anni rispettivamente, sono intervenuti assieme a Luca Signorelli e ad altre due persone che ieri hanno incontrato il Ministro Tajani. “Un lungo viaggio attraverso la Libia per essere qui. Questa è la nostra casa”
MODENA – Saku e Hossain vengono dal Bangladesh, sono arrivati a Modena – rispettivamente – quattro e tre anni fa, correndo gravi rischi con un’idea meravigliosa in testa: quella di una vita normale, in Italia. Sono stati due dei sei uomini che hanno fermato la furia di Salim El Koudri, Signorelli il primo – “Luca”, lo chiamano semplicemente – e poi ciascuno di loro a dare una mano. Hossain, l’uomo con la felpa blu del video che ha fatto il giro del mondo, è riuscito a intervenire per primo sulla mano che brandiva il coltello.
La paura: inevitabile. Ma ora anche la gioia dei suoi colleghi alla MMA Compositi di Maranello. Hossain non parla bene l’italiano ma tra i suoi colleghi si sente a casa. Saku, intervenuto un attimo dopo su El Koudri, lo ha aiutato a gettare via l’arma e prima ancora ha confortato la turista tedesca che ha perso le gambe, centrata in pieno dall’automobile.
Saku e Hossain hanno condiviso gli stati d’animo della maggioranza dei modenesi: prima l’incredulità, poi la paura, infine il desiderio di fare qualcosa per aiutare la comunità di cui sentono di fare parte.