Doppia offensiva per il controllo di Monte Paschi. Un’operazione da miliardi di euro destinata a ridisegnare gli equilibri del settore
MODENA – Nel weekend sono ben due le scalate lanciate verso Rocca Salimbeni, la sede del Monte dei Paschi di Siena. Operazioni lanciate a poche ore di distanza che confermano però ancora una volta in toto la centralità della via Emilia nel risico bancario.
Mossa uno. Da Milano a Siena il più velocemente possibile. Banco BPM ha lanciato il suo piano di aggregazione con MPS per creare un nuovo gruppo con 6 miliardi di utile secondo solo a Unicredit. Un merger però, un matrimonio tra uguali, come si dice in finanza. Mossa due. Nella serata di domenica sull’asse Torino-Bologna-Modena è partito il via libera, un’operazione congiunta che unisce Intesa San Paolo, Unipol e BPER per rispondere in tempo reale alla potenziale aggregazione tra MPS e BPM.
Un’opas totalitario, offerta pubblica di acquisti e scambio finalizzata al delisting nel minore tempo possibile di Monte Paschi Siena, lanciata da Intesa San Paolo. Operazione da 30,6 miliardi di euro. Praticamente 635 filiali di MPS, 2 milioni di clienti, una raccolta diretta di 55 miliardi, impieghi per 42 miliardi, utile netto compreso tra i 400 e 460 milioni, andrebbero nel cuore del polo BPER, grazie al ruolo sempre più attivo di Unipol.
Nel contesto dell’acquisizione, Unipol sottoporrà alla prossima assemblea straordinaria degli azionisti la proposta di delega per un aumento di capitale fino a 2 miliardi e mezzo di euro. Le cooperative azioniste di Unipol, Coop Alleanza 3.0 in testa, che in totale valgono il 49% del capitale sociale di Unipol, sono già schierate al fianco di Cimbri, sostengono l’operazione nella conquista di MPS e hanno garantito che faranno la loro parte nell’aumento di capitale.