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Sanità, 7 aggressioni al giorno: infermieri sempre più a rischio

Cresce l’allarme aggressioni ai professionisti sanitari in Emilia-Romagna. Secondo un’indagine del sindacato Nursing Up, nel 2025 sono stati registrati 2.715 episodi di violenza.

MODENA – Più di 7 segnalazioni di violenza al giorno contro chi lavora nella sanità. Il dato emerge dall’indagine nazionale del sindacato di categoria Nursing Up ed è relativo alla sola regione Emilia Romagna, dove le aggressioni registrate nel 2025 sono salite a quota 2715. Se si allarga lo sguardo all’intero territorio nazionale italiano, i numeri complessivi sono drammaticamente più alti: l’Osservatorio del Ministero della Salute stima quasi 18.000 aggressioni all’anno in Italia, il che equivale a una media shock di circa 50 episodi di violenza ogni giorno a livello nazionale. Gli infermieri sono le vittime principali e assorbono circa il 60% delle aggressioni totali, seguiti da medici e operatori socio-sanitari. La maggior parte degli episodi è di tipo verbale, ma in circa 1 caso su 6 sfocia in vera e propria violenza fisica. E non si parla solo di schiaffi, pugni e calci, ma oggi si registra una crescita di episodi caratterizzati da un livello di pericolosità nettamente superiore, con gli operatori che segnalano con sempre maggiore frequenza tentativi di strangolamento, immobilizzazioni violente, soffocamenti e comportamenti che possono mettere concretamente a rischio la vita delle vittime. Cambia la natura della violenza, ma cambia anche il profilo degli aggressori: oltre il 50% di loro è in stato di alterazione psico fisica. Tra i reparti più a rischio ci sono i Pronto Soccorso, i reparti di emergenza-urgenza e le strutture di salute mentale: le aree in cui si concentrano pazienti fragili, situazioni ad alta complessità assistenziale e carenze di personale. La violenza non è quasi mai un fulmine a ciel sereno ma scaturisce da un contesto sistemico critico, come i lunghi tempi d’attesa. Ed un altro problema di non poco conto, denuncia ancora Nursing Up, è che molte strutture sanitarie presentano falle nei sistemi di sorveglianza interna e carenza di presidi delle forze dell’ordine. Servono un rafforzamento degli organici, procedure di denuncia più snelle, supporto psicologico per gli operatori vittime di aggressione e maggiori investimenti nella sicurezza, le richieste del sindacato.

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