Nuova indagine sulle pensioni da parte dello Spi-Cgil di Modena: assegni sempre più poveri per donne e giovani pensionati, oltre 50mila over 65 vivono soli. Lieve recupero del potere d’acquisto, ma i redditi equivalgono a quelli di dieci anni fa
MODENA – Gli adeguamenti del gennaio 2024 hanno dato un po’ di ossigeno alle pensioni che, in base all’ultima ricerca dello Spi-Cgil di Modena, sono tornate al potere d’acquisto del 2016. Un recupero del 4% rispetto all’anno precedente ma non certo sufficiente a colmare quei mille euro effettivi persi dal pre-covid a oggi. Il reddito medio dei pensionati che si sono rivolti ai Caf-Cgil modenesi è di 20.700 euro. Oltre alle donne, anche i pensionati giovani hanno assegni sempre più poveri.
La situazione, pur diffusa a livello nazionale, pesa ancora di più a Modena, provincia tradizionalmente ricca: il reddito reale dei pensionati under 65 è calato in 9 anni del 20%. Pensioni inadeguate sono un problema sociale che ricadrà sulla collettività in termini di bisogni assistenziali per gli anziani. E certo viene meno una delle funzioni storiche di nonne e nonni. Da segnalare infine che ben 50mila pensionati vivono soli e devono sostenere costi incomprimibili in continua crescita.