Critiche anche dal Partito Democratico: il Governo abdica dalle funzioni sociali ed educative e alla prevenzione e cerca solo una risposta repressiva
MODENA – Il Governo Meloni vara la norma “anti maranza”, una modifica al codice penale che inverte il principio di non-imputabilità per i minori tra i 14 e i 18 anni. Se ora l’incapacità di intendere e volere è sempre presunta, con la nuova norma dovrà invece essere dimostrata caso per caso. Per le camere penali si tratta di una preoccupante regressione culturale che genera anche forti dubbi di compatibilità costituzionale.
Elena Marastoni, avvocata del consiglio direttivo della camera penale di Modena : ”Rischio di ulteriore abbassamento dell’età imputabile, i minori non sono adulti”.
Per gli avvocati la norma ha il grave vulnus di scardinare un principio fondante del sistema minorile italiano ma con effetti solo illusori sulla sicurezza e l’intransigenza istituzionale: già oggi, in base alle statistiche del Ministero di Giustizia, le declaratorie di non imputabilità per accertata immaturità del minore hanno numeri marginali, poche decine di casi in tutta Italia. La riforma insomma non risponde ad alcuna emergenza applicativa reale.
Forti critiche al decreto vengono espresse anche dal Partito Democratico secondo cui il Governo abdica alla funzione educativa, sociale e di prevenzione a favore della sola risposta repressiva.