Stem a prevalenza maschile, polarizzazione nelle scelte delle facoltà pedagogiche per le donne che risultano più brave negli studi ma decisamente più penalizzate nel mondo del lavoro. A dirlo è il rapporto di genere 2026 presentato da Almalaurea che ci racconta di come persista anche un importante gap salariale
MODENA – Gli ingegneri uomini oggi in Italia sono 8700, gli ingegneri donne 4000, le Stem (discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche) restano fortemente a prevalenza maschile, tendenza contraria è quella dei percorsi di studio nel campo dell’educazione e della pedagogia. Le donne sono in numero decisamente minore nei percorsi matematici e scientifici, sono più brave e performanti nello studio, il 60% di laureate in più rispetto agli uomini, ma penalizzate nel mondo del lavoro. A dirlo e’ il rapporto di genere 2026 di Almalaurea. Un’indagine nazionale (presto Almalaurea presenterà anche il focus su Modena ed Unimore) che fotografa un’amara realtà: il gap di genere esiste ancora, gli squilibri persistono e sono significativi sia nella scelta dei percorsi universitari che negli sbocchi lavorativi. Il dato più eclatante, appunto, è quello legato ai salari. A cinque anni dall’occupazione c’è una differenza retributiva media del 15%, più ampio ancora in presenza di figli.